Buongiorno a tutti, ho appena rivisto il thread che avevo aperto ben tre anni fa! forse è il caso di aggiornarlo e chiarire meglio alcuni punti.. 
Riprendo le stesse parti, con aggiunte e modifiche.
Piccola premessa: tutto il settore necessita un’importante riforma. Troppe pratiche sono diventate viziose e travalicano il buon senso. Essere consci di questi problemi e farsene portavoce significa mantenere l’interesse alto e spingere verso una soluzione. L’arte, la cultura rappresentano la forma più complessa e intrinseca dell’attività umana – il fatto che vengano così apertamente sopraffatte e appesantite da un sistema burocratico che ha perso il perché della propria esistenza (talvolta a favore di una ristretta cerchia di individui) è un’interessante aspetto che si ritrova in altre ma simili modalità in quasi tutta la gestione amministrativa. E’ giusto, è necessario che gli artisti si facciano primi portavoci di cambiamento, proprio perché innovatori per definizione, loro malgrado. Rimboccatevi le mani e sporcatevi con il mondo. 
Brevissima sintesi:
- la SIAE è l’ente che si occupa di gestire e riscuotere i diritti economici dei compositori/autori/editori di opere creative (musicali, testuali, video)
- le licenze CC (e CopyLeft in generale) sono uno strumento, in pratica un certificato legale, sviluppato nelle varie legislazioni da avvocati e giuristi
- CopyZero è uno strumento che permette di apporre una firma digitale su un contenuto in formato digitale
- l’ENPALS è l’ente previdenziale dei lavoratori dello spettacolo (l’INPS per i musicisti, i ballerini, gli attori ed i calciatori)
- l’IMAIE è un istituto che incassa e redistribuisce, per conto degli artisti interpreti ed esecutori, i proventi loro dovuti in seguito alla riutilizzazione delle opere da loro interpretate
SIAE
La SIAE concede le autorizzazioni per l’utilizzazione delle opere registrate, riscuote i compensi per diritto d’autore e ripartisce i proventi che ne derivano. Svolge la propria attività in Italia, servendosi dei propri uffici e, all’estero, attraverso le Società d’autori straniere con le quali ha stipulato accordi di rappresentanza.
L’adesione alla SIAE è “libera” e “volontaria”. L’autore può teoricamente decidere di curare direttamente i rapporti con gli utilizzatori per tutelare i propri diritti, ma di fatto l’intermediazione di una organizzazione è necessaria e in Italia questa attività di intermediazione era riservata dalla legge alla SIAE in via esclusiva. Quest’estate un decreto europeo ha di fatto negato questa esclusività e quindi invitato a fruire del servizio in libero mercato con altre società di raccolta diritti all’estero (SACEM, SUISA, SGAE, …). Però è importante capire che l’ente che raccoglie i diritti agisce su livello territoriale: quindi anche se si fosse registrati SACEM, in Italia, sarebbe la SIAE con i suoi metodi a ripartire i proventi.
Se entriamo nel dettaglio della situazione ‘concertino’ (come viene definita una serata live in pratica), purtroppo, per una carenza legislativa, il compenso forfettario alla SIAE deve essere pagato comunque (dal gestore del locale, beninteso), anche se gli esecutori della serata eseguissero solo brani di proprio pugno. Probabilmente, se ci si reca dall’ufficio SIAE di zona e si discute ad alta voce per un po’, si può strappare un’eccezione, magari firmando un’autocertificazione (musicisti e gestore del locale) in cui si afferma che si eseguono solo brani di autori non registrati a SIAE o affini. Fate attenzione a non fare cover in questo caso. Lo sceriffo della situazione potrebbe farvela pagare cara, e avrebbe ‘ragione’.
Il famoso bordereau (borderò, voilà) è il formulario che la SIAE dà da compilare per la serata, compilazione a cura del direttore dell’esecuzione (ovvero uno dei musicisti): vi si iscrivono i brani suonati, titolo e nome dell’autore.
Ora ATTENZIONE: il bordereau è annullato se:
- un autore/canzone non è registrato
- c’è un errore ortografico (un’accento, una doppia)
- si scrive il nome del gruppo invece di uno degli autori della canzone (Nirvana invece di Cobain)
La somma versata, in questo caso, entra in un monte specifico in cui confluiscono tutti i diritti versati non associati ad alcun autore (insieme ai pagamenti forfettari di radio, discoteche, locali, ecc.) che è ridistribuito seguendo le classifiche di vendita (non proprio edificanti per un gruppo emergente). Quindi, se non iscritto alla SIAE, un autore non deve scrivere i propri brani sul bordereau.
I guai non sono finiti qui: la ripartizione da più di un anno non è più analitica, ma a campione. Quindi, anche se voi compilate correttamente il bordereau, c’è un’altissima probabilità che non venga preso in considerazione.
Il 75% dei proventi maturati complessivamente in tutte le esecuzioni di “concertino” a livello nazionale in ciascun semestre dell’anno vengono divisi sulla base da quanto direttamente rilevato da ispettori SIAE, nel corso di almeno 500 controlli “in incognito” su base nazionale per ciascun semestre di competenza. [...] La restante quota del 25% viene ripartita tra le composizioni contenute in un campione del 20% dei programmi musicali consegnati, estratti a sorte con criteri di casualità statistica. [...] Fonte: Territorio Musicale
Comunque basta farsi due calcoli (spese di iscrizione ~ 220 euro il primo anno ~ 80 euro gli altri) per capire che, a meno di un numero veramente importante di date e di vincere alla lotteria del campionamento, un gruppo emergente iscritto non riceverà proprio nulla. Anzi, una volta iscritti, anche per mettere online le proprie canzoni (su myspace/sul proprio sito) bisogna pagare se si vuole essere in regola.
Insomma, ad oggi, iscriversi alla SIAE, significa non ricevere nulla, ma solo pagare.
Ciò non toglie che in questo contesto economico un ente intermediario di riscossione diritti è uno strumento necessario e imprescindibile per un autore/compositore.
Bollino SIAE
Ad oggi, il bollino SIAE è apposto su ogni opera venduta (anche promozionale) per contrassegnarne la validità, sempre. Per chi non è registrato alla SIAE, non costa molto, credo circa 3 centesimi a bollino (se invece si è iscritti, il prezzo lievita, sui 40/50 centesimi, ma si è parzialmente rimborsati con il diritto derivante – in pratica si paga a se stessi), ma è piuttosto complicato riuscire ad averli, poiché di solito è il produttore fisico (colui che stampa i CD) a richiederli.
Lo stesso decreto europeo di quest’estate ha negato l’uso di questo bollino per validare l’autenticità dell’opera, ma la discussione è ancora in atto.. anche in questo, la SIAE è restia a farsi da parte, anche perché in Italia c’è un mercato della contraffazione decisamente attivo (e in questo non si può darle torto). Tutto è ancora in divenire. Valutate sul momento come comportarvi.




